La nostra Mission
Mission

Ricorsi Avversi Contravvenzioni CdS
Il servizio “Ricorsi Avversi Contravvenzioni CdS” di Giustizia Insieme odv fornisce assistenza completa per impugnare multe ritenute ingiuste, sia davanti al Prefetto che al Giudice di Pace, garantendo un’analisi approfondita dei vizi di forma (notifica, dati errati, errori materiali) e di merito (autovelox non omologato, segnaletica inesistente o irregolare)
Tempo di presentazione rigoroso: entro 60 giorni per il ricorso al Prefetto (con silenzio-assenso dopo 180 giorni) e 30 giorni per quello al Giudice di Pace da notifica o rigetto prefettizio.
L’associazione si occupa della redazione formale e dell’accompagnamento dell’utente in tutte le fasi, oltre alla predisposizione di eventuale documentazione aggiuntiva

Orientamento nella scelta
del legale più adatto
Orientamento nella scelta del legale più adatto
Giustizia Insieme odv offre un servizio gratuito di orientamento per aiutarti a individuare l’avvocato più adatto in base alla tua situazione legale, sia in ambito civile (es. famiglia, lavoro, locazioni, risarcimenti) che penale. Attraverso un colloquio preliminare, analizziamo la natura del problema e ti indirizziamo verso professionisti qualificati e con esperienza specifica nella materia, garantendo così competenza, chiarezza e tutela dei tuoi diritti. Il nostro supporto è indipendente e finalizzato solo al tuo interesse.

Sportello TRUFFE
Temi di essere vittima di una truffa? Hai dubbi su una transazione? Sei stato contattato da sconosciuti e non vedi chiara una trattativa? CONTATTACI, ti aiuteremo a difenderti nel modo corretto evitando i tentativi di truffe o raggiri con la nostra formazione anche individuale.

Inclusione Sociale
Giustizia Insieme odv offre ascolto, supporto e orientamento legale a detenuti ed ex-detenuti che si sentono discriminati, esclusi o non adeguatamente considerati nei propri diritti. Ti aiutiamo a far valere le tue istanze, sia dentro che fuori dal carcere, mettendoti in contatto con professionisti o enti competenti. Crediamo nella dignità, nella giustizia e nelle seconde possibilità. Contattaci: non sei solo.
Sostegno ai padri separati: vicino a chi vive lontano dai propri figli
Sostegno ai padri separati: vicino a chi vive lontano dai propri figli
Ogni giorno, molti padri separati affrontano una realtà dolorosa: la distanza dai propri figli. La nostra associazione nasce anche per questo: essere un punto di riferimento umano, legale ed emotivo per tutti quei padri che vivono l'allontanamento come un'ingiustizia silenziosa.
Crediamo che ogni figlio abbia il diritto di passare tutto il tempo che desidera con entrambi i genitori. Crediamo che ogni figlio abbia il diritto di scegliere con chi stare, senza condizionamenti, senza imposizioni esterne.
Offriamo ascolto, consulenze legali, con un unico obiettivo: ristabilire un equilibrio affettivo in cui il legame tra padre e figlio possa continuare a crescere, nonostante la separazione.
Non sei solo. Siamo con te, per difendere il diritto alla genitorialità e il benessere dei tuoi figli.



Per la Tutela dei Consumatori
GIUSTIZIA INSIEME ODV è un’associazione che si fonda sulla partecipazione e sull’autonomia. Opera in difesa dei consumatori e degli utenti.
Agisce a livello locale, nazionale e in ambito europeo. Offre strumenti concreti per tutelare i diritti individuali e collettivi.
Cosa facciamo
Informiamo i consumatori su diritti e normative.
Offriamo assistenza pratica.
Promuoviamo azioni legali stragiudiziali e giudiziali.
Rappresentiamo i consumatori nei procedimenti legali, anche in sede penale quando necessario.
A chi ci rivolgiamo
Consumatori vittime di pratiche scorrette.
Vittime di fenomeni sociali rilevanti, come violenza sulle donne o rischi per la salute pubblica.
Utenti danneggiati da istituzioni o servizi (ad esempio banche, pubblica amministrazione).
Il nostro approccio
Agiamo in modo rapido e concreto.
Offriamo consulenza operativa, accessibile e chiara.
Coinvolgiamo professionisti esperti in diritto bancario, tributario e commerciale.

Tagline
vorremmo abbassare il tasso di criminalità con la cultura della Giustizia
Come abbassare il tasso di criminalità, partendo dal lavoro
Il lavoro riduce i reati. Senza lavoro, la recidiva cresce.
In Italia oggi le persone detenute sono oltre 62 mila, distribuite in 189 istituti. Il sistema è sotto pressione. La prevenzione è urgente.
Il problema, spiegato semplice
Quando esci dal carcere porti due macigni. La fedina penale e gli articoli online che raccontano il tuo passato.
Molti datori ti scartano subito. Alcuni motori di ricerca mostrano per anni la tua storia. La porta del lavoro resta chiusa.
Se nessuno ti assume, la tentazione è tornare a delinquere. Non è una scusa. È una dinamica prevedibile.
I numeri lo confermano. Stime autorevoli collocano la recidiva attorno al 65–70 percento. È troppo alta.
La buona notizia
Formazione e impiego abbassano la recidiva in modo drastico. In programmi strutturati, per chi ha un contratto, si sono misurati ritorni al reato intorno al 2 percento. Non è magia. È stabilità economica e sociale.
Perché il mercato del lavoro ti chiude le porte
Procedure standard chiedono subito il casellario. Il filtro scarta in blocco.
Mancano linee guida su come valutare il rischio reale. Tipo di reato, anni trascorsi, condotta, referenze.
Lo stigma mediatico resta online. Anche quando hai pagato il conto con la giustizia.
Su questo ultimo punto esiste il diritto all’oblio. Puoi chiedere la deindicizzazione di articoli non più attuali o sproporzionati, nel rispetto del bilanciamento con il diritto di cronaca. La Cassazione ha chiarito criteri e responsabilità. Il Garante della Privacy spiega come esercitare il diritto.
Cosa funziona, in pratica
1) Assumi prima di controllare i precedenti, non il contrario
Rimanda il controllo alla fase finale, dopo aver valutato competenze e fit. Questo approccio, noto come fair chance hiring o ban the box, è già diffuso altrove. L’evidenza mostra più colloqui e più assunzioni di qualità.
Come farlo tu, azienda
Rimuovi la domanda su condanne dal form iniziale.
Esegui il background check solo dopo l’offerta condizionata.
Valuta caso per caso, con una matrice rischio mansione.
Documenta la decisione. Forma HR e responsabili.
2) Usa gli incentivi esistenti
In Italia la Legge Smuraglia riconosce crediti d’imposta e sgravi a chi assume detenuti, semiliberi o ex detenuti. Il credito può arrivare fino a 520 euro al mese per lavoratore, con regole precise. Sono previsti vantaggi anche per formazione propedeutica all’assunzione.
Come farlo tu, azienda
Contatta l’UEPE locale e il carcere della tua provincia.
Attiva tirocini, formazione in reparto, contratti di prova.
Richiedi gli sgravi in modo puntuale e tracciato.
3) Rafforza percorsi ponte lavoro, dentro e fuori
La strategia nazionale Recidiva Zero punta su studio, formazione e lavoro, con sperimentazioni in più istituti e reti territoriali. Allinea i tuoi progetti a questa cornice.
Come farlo tu, ente pubblico o del terzo settore
Crea hub territoriali con imprese, centri per l’impiego e UEPE.
Offri corsi brevi, certificati, collegati a fabbisogni reali.
Garantisci tutoraggio per 12 mesi dopo l’assunzione.
4) Riduci lo stigma online in modo legale e misurato
Come farlo tu, persona interessata
Chiedi al motore di ricerca la deindicizzazione. Motiva con il trascorrere del tempo, il ruolo pubblico assente, l’inutilità attuale della notizia.
Se l’esito è negativo, valuta il reclamo al Garante o l’azione giudiziale.
Come farlo tu, editore
Aggiorna i pezzi con l’esito definitivo.
Oscura dati non necessari.
Applica policy chiare su archivi e SEO.
5) Misura, correggi, scala
Definisci pochi indicatori chiave.
Tasso di assunzione a 90 giorni.
Tasso di permanenza a 12 mesi.
Recidiva a 24 e 36 mesi nel gruppo inserito.
Costo per assunzione evitata.
Aggiorna il programma ogni trimestre. Allarga solo ciò che funziona.
Un percorso tipo, replicabile
Preselezione sulle competenze, senza casellario.
Colloquio tecnico e prova pratica pagata.
Offerta condizionata, poi controllo mirato.
Contratto a tempo, con tutor interno.
Affiancamento servizi sociali, gestione debito e alloggio.
Revisione performance al terzo e sesto mese.
Passaggio a contratto stabile se gli obiettivi sono centrati.
Perché conviene a tutti
Meno reati. Meno vittime.
Più contribuenti. Meno costi per lo Stato.
Reparti con alta motivazione e bassa turnover.
Comunità più sicure.
Se vogliamo ridurre il crimine, dobbiamo creare lavoro vero per chi esce dal carcere. Valuta il rischio in modo serio, usa gli incentivi, proteggi la reputazione quando è giusto.
Dai una possibilità concreta. I dati dicono che funziona.
La "Legge Smuraglia", formalmente la legge 22 giugno 2000, n. 193, è una normativa italiana che mira a promuovere il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute. Questa legge offre incentivi fiscali e contributivi alle imprese e cooperative che assumono detenuti o internati, sia all'interno che all'esterno degli istituti penitenziari. L'obiettivo è favorire la formazione professionale e l'accesso al lavoro per i detenuti, riducendo il rischio di recidiva e promuovendo la loro inclusione sociale.
